Silvia, Just a Travel Life

Silvia, Just a Travel Life

VALENCIA.

E’ proprio la possibilità di realizzare un sogno, che rende la vita interessante” (Paulo Coelho )

Quando legge “L’Alchimista”, Silvia è intrappolata in una vita che si è, a fatica, costruita, ma che non sente sua. Dopo la laurea, lavora in un ufficio a Milano, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.

Scatto la sua Polaroid qualche giorno fa, a Valencia, città nella quale Silvia ha scelto di vivere per alcuni giorni, prima di volare a Chiang Mai, in Tailandia, per qualche settimana.

Non voglio cambiare perché non so come cambiare, ormai sono troppo abituato a me stesso”. Tradotto, fuori letteratura: “Non posso cambiare perché ho il mutuo, pilates il martedì e l’aperi-cena il giovedì”.

Non deve averla pensata così Silvia, che mi descrive questo libro come “una metafora della vita”.
Quando le chiedo quale sia un artista che l’abbia ispirata, non ha dubbi: leggere Coelho le ha cambiato la vita, al punto da prendere la decisione di intraprendere un viaggio senza data di ritorno, che le facesse fare esperienza di luoghi e persone in tutto il mondo, proprio come il protagonista della storia.

Silvia sceglie seguendo l’istinto: molla tutto e parte; prima tappa, l’Australia. Dà forma alla sua nuova vita, mentre già la sta vivendo, seguendo il flusso degli eventi e mantenendo mente e cuore aperti.
C’è solo un modo per imparare, ed è attraverso l’azione”. L’unico vero ostacolo che abbiamo, è la paura del fallimento che, in realtà, non è mai qualcosa di definitivo, ma solo una forma di apprendimento, conoscere meglio noi stessi, e aggiustare il tiro nel nostro percorso.

Silvia é andata oltre quella paura, e ora sorride mentre scatta foto per il suo blog di viaggi, mentre è in Skype con un cliente (per il quale gestisce i Social aziendali ) dal suo ufficio che, oggi, ha vista sulla Ciudad De las Ciencias. Dove sarà domani, ancora lo deve scoprire.
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Questa Polaroid, e Coelho, ci ricordano che: “La vita vuole che tu viva la tua Leggenda Personale”.
A volte, fa più paura l’idea di fallire, che il fallimento stesso.
Sempre, fare-fallire è necessario per non rimanere intrappolati in noi stessi.

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