Sara Lazzaro: Cercando Godot

Sara Lazzaro: Cercando Godot

VENEZIA.

“Sono un mix tra il Bianconiglio e Alice. Dirò costantemente – Oddio, dove sono, che meraviglia! – e subito dopo – E’ tardi, è tardi, è tardi!”

Mentre pronuncia queste parole, Sara spalanca i suoi giganteschi occhi blu, dai quali traspare purezza, che le permette di guardare il mondo con poetico stupore; passione, che trasforma la sua vita in una creativa esplorazione; slancio vitale, che racconta il coraggio con il quale fa le sue scelte audaci e rischiose.

Continua a leggere

Sara Lazzaro: Seeking fot Godot (English )

Sara Lazzaro: Seeking fot Godot (English )

VENEZIA.

“I feel like both Alice and the White Rabbit were part of me. I always say – Oh God! Where am I? Wonderful! – and then – I’m late, I’m late, I’m late!“.

While saying these words, Sara has her big blue eyes wide open. You can see purity shine through them: seems like she is always looking at the world in a passionate, amazed and poetry way. She turned her life into a daring adventure, that tells about her brave and creative choices. 

Continua a leggere

Cristina D’Avena e Vittoria Bonini: due prime volte e un sogno

Cristina D’Avena e Vittoria Bonini: due prime volte e un sogno

SANREMO.

“Chissà se un giorno ci sarà anche un mio abito, che scende quella scala”. Così Vittoria si ripeteva quando, da ragazzina, sperimentava con stoffe e drappeggi, guardando alla tv attori e cantanti, mentre scendevano la scalinata più famosa della tv italiana.
Sognando, si immaginava che, all’apertura delle porte, un giorno sarebbe comparsa una sua creazione. Continua a leggere

Maria Vittoria Paolillo: dagli errori ho capito chi sono

Maria Vittoria Paolillo: dagli errori ho capito chi sono

ROMA.

C’era una volta il designer.
Una figura auto assorbita nel suo spazio creativo, il cui lavoro era principalmente quello di costruire la propria identità stilistica, fare ricerca, sperimentare e trovare uno spazio commerciale per vendere le proprie creazioni.
Una sorta di distacco, tra l’intimità delle proiezioni mentali e la socialità della folla al di fuori, caratterizzava questa professione. Oggi non è più sufficiente.

Continua a leggere

Maria Vittoria Paolillo: from Mistakes to Real Me (English )

Maria Vittoria Paolillo: from Mistakes to Real Me (English )

ROMA.

Once upon a time there was a jewelry designer. A figure self absorbed in his creative space, whose work was primarily to build his own stylistic identity, do research, experiment and find a commercial space to sell his creations.
The profession was characterized by some kind of detachment between the intimacy of the mental projections and sociability of the crowd outside. Today this is not enough.

Continua a leggere